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Street food a Palermo: dove provare i migliori cibi di strada

Ecco dove trovare i migliori cibi di strada a Palermo, in un tour alla scoperta dei prodotti tipici della gastronomia locale.
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Sali a bordo Frecce, Intercity e Regionali*, ti portiamo a fare un viaggio tra i sapori e i profumi di strada, immersi nel tipico street food a Palermo, ovvero in un tripudio di mercati vivaci, bancarelle sgargianti e delizie da leccarsi i baffi!

Spesso il modo migliore per conoscere il volto autentico di una grande città è “assaggiarla”: fare due passi tra i vicoli e i mercati tradizionali, lasciandosi tentare dai piatti tipici serviti in strada. Di sicuro lo street food a Palermo è uno dei modi migliori per conoscere questa città cosmopolita, crocevia di culture anche nel piatto.

Ecco dove trovare i migliori cibi di strada a Palermo partendo dalla stazione, in un tour del centro che passa in rassegna i prodotti tipici della gastronomia locale spendendo pochissimo. 

Il Capo 

Il Capo è un antico quartiere del centro storico di Palermo e il nome col quale si indica il tradizionale mercato. Si estende tra via Carini e Beati Paoli, via Sant’Agostino e via Cappuccinelle, tutti nomi che evocano i frati agostiniani che per primi popolarono la zona.

Il Capo è un importante punto di smercio agroalimentare al dettaglio, caratteristico per i colori e le urla, i vuci, dei venditori che propongono ai passanti assaggi caratteristici.

Scegliamo di cominciare con uno dei cavalli di battaglia dello street food a Palermo: pane panelle e crocché. Le mitiche “panelle”, servite nei chioschi e nelle tante friggitorie, sono sottili frittelle di farina di ceci da accompagnare con tre tipi di pane: la Mafalda, la Scaletta e la Focaccia, o vastidda, il panino tondo al sesamo.

Se i fritti sono la tua passione non avrai via di scampo. Le regine della friggitoria? Le arancine palermitane (rigorosamente declinate al femminile), da assaggiare in tutte le varianti di ripieno. 

Diritto d’autore: Liudmyla Chuhunova/123RF

La Vucciria 

Il nostro tour nello street food a Palermo prosegue in un altro mercato storico, tra i luoghi simbolo della città: La Vucciria. Il nome deriva probabilmente dal francese “boucherie“, macelleria, perché all’inizio il mercato era destinato al macello e alla vendita delle carni.

Oggi, all’interno del fitto intreccio di vicoli, troverai tutti gli ingredienti della cucina siciliana (sarde fresche e salate, pomodori essiccati, cucuzzedde, agrumi, ecc.). 

Non manca lo street food caldo da consumare al volo: polpo bollito e condito al limone; stigghiole cotte alla brace, ossia budellino di agnello o capretto, come vuole l’origine greca del piatto (“kokoretsi“); immancabile, pani cà mèusa, il re indiscusso del cibo popolare palermitano.

Il panino con la milza è più di un piatto tipico: è cultura, stile di vita! Si prende la già citata vastidda e la si farcisce con milza di vitello bollita, condita con limone e ricotta grattugiata.

Diritto d’autore: Paolo Querci/123RF

Ballarò 

Facciamo ora un salto a Ballarò, altro mercato storico dove assaggiare nuove sfizioserie. Cuore del quartiere dell’Albergheria, il mercato di Ballarò deriva probabilmente da Bahlara, villaggio presso Monreale dal quale, un tempo, provenivano i mercanti arabi.

I banchi del mercato si estendono da Piazza Casa Professa ai bastioni di Corso Tukory, verso Porta Sant’Agata. 

Famoso per la vendita delle primizie che arrivano, a Km 0, dalle campagne del palermitano, Ballarò è il più antico tra i mercati della città.

Tra i migliori cibi di strada che potrai assaggiare da queste parti, le cipolle bollite o al forno, i cazzilli (crocchette di patate), il quarume (interiora di vitello) e la famosissima “pizza sfincione”, che deve il suo nome alla parola latina spongia, ovvero spugna, poiché l’impasto deve avere consistenza spugnosa. Simile alla pizza, ha come ingrediente base la salsa di pomodoro. 

Diritto d’autore: crampinini/123RF

Borgo Vecchio

Chiudiamo in bellezza al Borgo Vecchio, dove a farla da padroni sono le caponate e i babbalùci, le piccole lumache il cui nome deriva ancora una volta dall’arabo “babush“, ovvero scarpe da donna (da cui le babbucce).

Come mangiarle? Con lo stuzzicadenti, per tirare fuori il mollusco dal guscio, oppure come fanno i palermitani, cu scrùsciu, succhiandole assieme al condimento che le accompagna.

Diritto d’autore: Gandolfo Cannatella/123RF

 

*N.B. Le soluzioni di viaggio proposte potrebbero essere soggette a variazioni. Verifica l’effettiva disponibilità su Trenitalia.com

Ultimo aggiornamento 23 Novembre 2020
Street food a Palermo: dove provare i migliori cibi di strada
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