Lanterna

Non si conosce con certezza l'origine della prima torre sul Promontorio di San Benigno e l'anno della sua costruzione anche se la prima fonte certa che parla della Lanterna è un decreto dei Padri del Comune del 1128 che ripartiva i compiti relativi alla sua manutenzione e all'approvvigionamento della legna per alimentare il fuoco tra gli uomini dei sobborghi. Gli abitanti di Torbella, Sassanedo, Porcile, Cavannuccia e Granarolo in Val Polcevera dovevano effettuare i turni di guardia mentre quelli di Borzoli, Sestri, Priano e Burlo dovevano fornire ognuno un fascio annuo di "brisca" e "brugo" (ginestra ed erica secche) per alimentare il fuoco nella notte. Nel 1326 divenne Lanterna grazie all'utilizzo delle lampade a olio d'oliva a scapito dei fuochi e, dopo essere stata adibita a prigione nel XIV sec., fu inglobata nella roccaforte francese della Briglia e dovette subire la distruzione della parte superiore durante l'espugnazione della fortezza da parte dei genovesi; la ricostruzione del manufatto ad opera di un gruppo di magistri antelami guidati da Martino da Rosio, fu iniziata nel 1543 grazie a un finanziamento del Banco di S. Giorgio e l'anno successivo la Lanterna assunse il suo assetto definitivo. L'ultima modifica si ebbe all'inizio dell'800 con l'aggiunta delle fortificazioni sabaude. La torre fu sottoposta a diversi interventi di restauro a partire dal 1932 sino alla sua apertura al pubblico nel 1994.

Ultimo aggiornamento 1 Dicembre 2020
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