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A Ferrara per un tuffo nell’arte e nella cucina di mare di Makorè

Raggiungere Ferrara in treno significa iniziare a vivere fin dall’arrivo la dimensione raccolta e a misura d’uomo.
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Raggiungere Ferrara in treno significa iniziare a vivere fin dall’arrivo la dimensione raccolta e a misura d’uomo. Una città di grande respiro culturale, capitale dell’omonimo Ducato nel periodo degli Estensi, Ferrara mantiene tutt’ora molti elementi distintivi del tempo.

In primo luogo il suo disegno urbano, creato, alla fine del XV secolo, con l’Addizione Erculea, un’opera rinascimentale che le ha permesso, più di altri fattori, di ottenere il patrimonio Unesco come città del Rinascimento.

Foto di Andrea Radic

A piedi o in bicicletta all’interno e all’esterno della cerchia muraria che circonda il centro storico, si scoprono palazzi e monumenti, come il Castello Estense e, affacciati sul quadrivio degli Angeli, Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi-Sacrati e Palazzo Turchi di Bagno. Poi la Cattedrale di San Giorgio, il Monastero di Sant’Antonio in Polesine e Piazza delle Erbe.

Per concludere a cena una giornata a Ferrara o spezzarla con un pranzo, il suggerimento gastronomico è un indirizzo dove talento e stile sono protagonisti: il ristorante Makorè.

Lo stile è qualcosa che non si compra, lo si deve avere come un talento. E al Makorè lo si percepisce nei dettagli, nella professionalità e nella passione. La cucina è nelle sapienti mani di Federico Belluco, chef di spessore, valore acquisito con ben declinate esperienze ed elegante creatività.

Le sue origini piemontesi, è nato a Moncalieri (To) sono presenti in dettagli di sapore come la bagna cauda che accompagna la patata dolce con caviale e origano cubano. Un boccone saporito e gustoso che apre il menu e dimostra che gli obiettivi di Belluco possono essere alti e, soprattutto, essere raggiunti.

Foto di Andrea Radic

Ma la cucina è tecnica, capacità di declinare i sapori e le materie prime, fantasia di individuare gli abbinamenti che sono in grado di fare la differenza. Eccola, è questa la mano di Belluco che tratta storione, gnocchi, riso e passatelli con la medesima capacità di portare sul podio ingredienti diversi tra di loro ma uniti dalla stessa matrice: la passione che guida il Makorè.

Foto di Andrea Radic

La cucina è a vista, regalando l’interessante possibilità di vedere al lavoro la giovane ed esperta brigata composta dal sous chef Denny Lodi Rizzini ed da Gabriele Lacquaniti, Gheorghe Pintea, Axel Delgado e Mohamed Farok.

Foto di Andrea Radic

Lo stile vive anche in sala, guidata con dolcezza e maestria da Vanessa Simini, maitre e sommelier cui affidarsi per gustare un percorso di perfetta geografia enologica, arricchito da qualche sorpresa nell’accostare ai piatti una birra o un cocktail.

A collaborare con Vanessa ecco Brandom Delgado e Luca Vitali, le cui descrizioni dei piatti sono il tramite tra l’ospite e la cucina.

Foto di Andrea Radic

E alzando lo sguardo l’occhio viene conquistato dalla sinuosità e dallo stile delle opere di Nando Stevoli, artista ferrarese abile nel realizzare immaginifiche tele piegate che richiamano il movimento delle onde del mare.

E nuovi progetti Makorè sono in fase di sviluppo, grazie alla brillante vena imprenditoriale del proprietario Federico Fugaroli: la pescheria, che già oggi apre le sue porte accanto al ristorante, svilupperà un servizio di gastronomia pronta e di prodotti in barattolo. La freschezza di Makorè diventa così anche un souvenir da Ferrara.

Ultimo aggiornamento 4 Ottobre 2021
A Ferrara per un tuffo nell’arte e nella cucina di mare di Makorè
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